il te dal punto di vista farmacologico

Il tè è un arbusto sempreverde che appartiene al genere Camelia. La sua origine è nei paesi tropicali e subtropicali, ha fiori bianchi e profumati. Proviene soprattutto dalla Cina, dal Giappone, dalla Russia, dall'India e da Ceylon. Si parla di "droga" quando ci si riferisce  quanto si ottiene dalle foglie; i fiori portano alla produzione di una qualità molto elevata in termini di livello commerciale. Il tè verde si produce quasi solo in Cina e in Giappone e deriva da una torrefazione delle foglie; il tè nero può essere trattato attraverso un procedimento che varia in base al fatto che si utilizzi un metodo cinese o europeo: viene comunque torrefatto dopo un periodo di essiccazione e fermentazione. Questa pianta ha un'azione eccitante sul Sistema Nervoso Centrale, dovuta alla caffeina presente allo 0,5-5%; si riscontrano anche minime quantità di teofillina, teobromina, tannino, olio essenziale e vitamine del gruppo B. 

La teofillina ha un'azione eccitante come la caffeina, ambedue stimolano il miocardio e sono responsabili di un rilasciamento della muscolatura bronchiale. Hanno la capacità di promuovere la diuresi e la motilità dello stomaco. Il tannino possiede un'azione astringente, benché di non notevole entità. Una tazza di tè contiene 40-80 milligrammi di caffeina, mentre le quantità di tebromina e teofillina sono molto basse, quindi gli effetti della bevanda vanno attribuiti soprattutto alla caffeina, la quale può rendersi responsabile di conseguenze come il tremore, le palpitazioni, la tachicardia, i disturbi del sonno e l'agitazione. Il tannino può essere all'origine di problemi digestivi e stitichezza difficili da risolvere. In realtà tutto ciò che costituisce disturbi veri e propri è attribuibile in genere all'abuso di questa bevanda, e semmai il "teismo", ciò di assunzione in quantità eccessive, si parla laddove ci si riferisce a nazioni come l'Egitto e la Tunisia. Il tè, se bevuto in maniera continua, porta ad un discreto livello di dipendenza psichica e tolleranza. Naturalmente questo arbusto non porta alla produzione di un vero e proprio farmaco, ed eventualmente l'infuso si utilizza per le proprietà astringenti e diuretiche. Alle nostre latitudini si utilizza in quantità maggiori il tè nero.