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Utilizzo del Biocoral nel trattamento delle perdite ossee alveolari
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Caso clinico
Pcriodontal surgery: filling alveolar bone losses with biomaterial based on coral. A case report and comparison between biomaterials. By describing the operation technique, this articie gives directions on how to use a coralbased biomaterial. The authors used Biocoral and compared it with other biomaterials: HTR Polimer, Interpore 200, Apagen Mirodont. The authors opted for a very practical approach 'm tìus study, gfvmg mdications regar-dmg the type ;af suture thread (Ethicon non-reabsorbable plaited black silk, ), the type of scalpel (Swann Morton no. 15), the preferred periodontal membranes (Vicryl Ethicon) and the type of bone wax used (Bone Wax Ethicon W810). The study is based on in-iages provided by a TV camera using a Sony printer and a videoradiography system produced by Villa. Morcover, tbc Peri Probe Software system was used to formulate a precise picture of the patient's periodontal conditions: it measured the depth of the gingival groove, providing a simultaneous reading of the plaque and bleeding index for cach tooth and for the 4 sidepoints of cach tooth. The authors wished to report their experience in the fascinating field of ~odontal sur-gery and also to provide practical and useful guidelines. The video-radiographic documentation shows the encouraging short-term results which wer-e achieved in this particular case.


Quando è necessario colmare perdite ossee alveolari nei campi della chirurgia parodontale, endodontica e preprotesica, si può utilizzare corallo naturale trasformato in biomateriale, a base di carbonato di calcio, Poroso, totalmente riassorbibile, sostituito immediatamente da osso fisiologico. Il Biocoral è un materiale disponibile in due granulometrie: 450 e 1000 p. La confezione contiene 4 flaconcini sterili da 300 mg cad. Esiste anche la possibilità di avere 4 kit monouso sterili, contenenti ognuno 1 flacone da 300 mg, anello portapolvere, siringa e spatolina. Il Biocoral 1000 è indicato per riempire cavità cistiche e zone di estrazione, cioè è stato studiato per colmare, in virtù della maggiore granulometria, zone di carenza piuttosto voluminose. Mentre il Biocorai 450 ha una granulometria compresa tra 300 e 450 p, il Biocoral 1000 ha una granulometria compresa tra630 e 1000 Esiste anche il Biocoral Gel Inoteb, associazione di corallo naturale e di collagene nativo non denaturato: è utilizzabile in tutti i casi di riempimento di perdite ossee alveolari, ed è disponibile in siringhe monouso sterili da 0,5 ml cad. Il Biocoral 1000 ha una granuloinetria più adatta, là dove si eseguano interventi su - zone di grande carenza. 1 microgranuli di corallo naturale sono composti da carbonato di calcio sotto forma di aragonite. .La sterilizzazione avviene con radiazioni ionizzanti: 25 KGy


Mascellare
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Alveoli |
1 2 |
3 |
4 5 |
6 7 8 |
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Volumi |
Da140 a170 m l |
Da150 a 300 m l |
Da 200 a 230m l |
Da 300 a 400m l |
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Alveoli |
1 2 |
3 |
4 5 |
6 7 8 |
|
Volumi |
Da100 a140 m l |
Da150 a 250 m l |
Da 150 a 180m l |
Da 300 a 400m l |
Il carbonato di calcio sotto forma cristallina di aragonite rappresenta oltre il 97%; il resto è costituito da oligoelementi, la cui natura e tenuta sono quasi equivalenti a quelli. La Composizione esatta è la seguente:

La Biocompatibilità di Biocoral è molto buona.Il Biocoral 450 è indicato per il riempimento di perdite ossee alveolari in chirurgia parodontale e preprotesica. Il Biocoral 1000è utilizzato in chirurgia preprotesica dove si voglia ottenere un riempimento di perdite ossee alveolari e un riempimento postestrattivo dell’alveolo per preparae gli spazi dove inserire gli impianti. In chirurgia orale è usato per il, riempimento di cavità cistiche. La tabella 1 è una tavola delle misure volumetriche degli alveoli per stimare la quantità di Biocoral necessaria al riempimento(valori medi in paziente adulto).A titolo indicativo:1 flacone di Biocoral 450 contiene240 pl circa;- 1 flacone di Biocoral 1000 contiene290 pl circa Il materiale viene versato in una coppetta metallica sterile, mescolato ad una goccia di sangue o ad una goccia di soluzione fisiologica, e poi utilizzato. Del Kit utilizzato in questo studio fanno parte un bisturi Swann-Morton n. 15 e, per la sutura, seta non riassorbibile intrecciata nera, n. 3 e 4, della ditta Ethicon.



Caso clinico
Il caso presentato riguarda un paziente di 47 anni che diceva di avere osservato un progressivo ritiro delle proprie gengive, accompagnato da una discreta mobilità miei denti. Le videoradiografie eseguite nel corso della prima visita confermavano l'esistenza di una condizione di sofferenza ossea e gengivale. Condizione del paziente prima dell'intervento. visita, mostrano come, in effetti, si potesse parlare di ritiro dell'osso e della gengivale, come affermava il paziente. La misurazione del solco gengivale, in rispondenza dei vari lati ali ogni dente, eseguita con il sistema Software Peri Probe, ha permesso di formulare un quadro significativo della condizione parodontale. il sistema Peri Probe permette di misurare la profondità del solco gengivale con una sonda estremamente sensibile. Ne risulta uno schema che può essere archiviato o stampato.
Anche nel caso del paziente in questione lo schema completo del
sondaggio parodontale ha permesso di confermare quali fossero le zone più
colpite della patologia ossea- e gengivale. La telecamera intra/extra
orale, macro, ha una fibra ottica a 8 spot per illuminare il campo di ripresa.
Blocca sul monitor fino a 4 immagini, le memorizza e le salva su carta (tramite
stampante), su VHS (tramite videoregistratore) o su disco (tramite computer). In
evidenza come si è intervenuti, praticando l'incisione distante dal colletto,
spesso anche 3-4 mm. Si è constatato, infatti, come il processo di
cicatrizzazione possa determinare, attraverso la contrazione tissutale, un
ritiro, un allontanamento della dal colletto-dente stesso. Per questo, praticato
il taglio, si fa scivolare e si preme il materiale in modo da portarlo attorno
al dente. I tessuti vengono scollati attraverso un uso del bisturi con la lama
parallela all'osso, di piatto; premendo il materiale, esso si dispone attorno al
colletto del dente, determinando un lieve, positivo rigonfiamento del tessuto
gengivale. 1 punti di sutura vengono utilizzati: prima passando con una serie di
punti dati con filo di seta intrecciata n. 3, e unendo bene i lembi, in seguito
utilizzando il filo n. 4 per dare punti più ampi, sovrapposti a quelli
applicati con il n. 3, e questo assicura una tenuta maggiore, che garantisce la
non fuoriuscita del biomateriale .1 risultati ottenuti sono ottimi, come
dimostrano le videoradiografie a 6 mesi di distanza dall'intervento .
La
ricrescita di tessuto osseo, l'aumento della quantità di osso attorno alla
radice dei denti è ottima. Il Biocoral è stato confrontato con 3 tipi
diversi di biomateriali, utilizzati nel corso di vari interventi. Questi
biomateriali sono:

L'Apagen Mirodont, che è idrossilapatite pura, che si configura in microgranuli di forma sferica. E biostabile e biocompatibile. Le sue indicazioni sono: nell'integrazione degli impianti, come base per la rigenerazione guidata dei tessuti, nel riempire le cavità dopo estrazioni e le perdite ossee alveolari in chirurgia preprotesica e parodontale, nel ricostruire e accrescere le creste alveolari atroficlie. I risultati sono quasi sovrapponibili. Il Biocoral il 1000 va molto bene là dove si vogliano riempire ampie cavità cistiche, profonde zone estrattive, e comunque zone di carenza pesante. Il nuovo Apagen con granulometria da 400 p, a media porosità, si presta ottimamente nella ricostruzione e nell'aumento della dimensione verticale delle creste alveolari, perché permette di ottenere il risultato di una buona compattezza. In generale, si tratta di materiali utili e versatili. L'avere a disposizione tutti e 4 permette di scegliere il più adatto in ogni situazione. Con le membrane parodontali Vicryl Ethicon si lavora molto bene nella rigenerazione tissutale guidata, in parodontologia. In non più di 3 mesi e mezzo, vengono assorbite. Si tratta di membrane sintetiche in Polyglactin 910, copolimero di glicolide e lattice, che viene assorbito per via idrolirica .

Discussione e conclusioni
Attraverso la presentazione dei
caso clinico descritto, si è parlato dei materiali utilizzati, quando vengono
affrontate situazioni dove sono utili i biomateriali. Non è, certo, un fatto
eccezionale, il trovarsi davanti a casi, pazienti, problemi, che possono
ottenere una soluzione con i biomateriali. Per questo si ritiene che il
,maneggiare" un ventaglio di ,specialità mi permette di affrontare bene
ogni cc L'HTR è osso sintetico biocompatibe non riassorbibile.L'HTR 24 a
granulometria medi, soprattutto negli impianti.
Miscelato con sangue proveniente dalla
midollare, si presta bene a riempire gli spazi tra l'elemento di impianto e il
tessuto osseo circostante. Quando, per esempio, si inserisce un elemento di
impianto subito dopo un'estrazione, l'HTR 24 si compatta bene attorno
all'impianto stesso, e lo rende stabile. L'HTR 40 a granulometria fine si
utilizza per curare lesioni parodontali ed endoparodontali. Il Biocoral,
biomateriale derivato dal corallo, quando ha una granulometria di 1000h è utile
per colmare cavità cistiche o zone di estrazione; nel caso presentato, si è
utilizzato sia Biocoral 1000, che Biocoral 450, perché il primo tipo resta più
indicato (anche nel contesto dello stesso intervento) per ottenere grossi
riempimenti, mentre il tipo 450 si presta bene a risolvere problemi più
"finiti", in chirurgia parodontale, endodontica e preprotesica. L'Interpore
200 e l'Apagen Mirodont sono due tipi di idrossilapatite. Personalmente, il
primo viene utilizzato quando si devono riempire tasche ossee, e il secondo
quando si vuole accrescere le creste alveolari. L'Interpore 200, probabilmente
grazie alla propria porosità, aderisce molto bene. Si è provato ad usarlo
anche in assenza di sangue riscontrando una buona stabilità, un
non-scivolamento di questo biomateriale. Esiste il tipo Sinterizzato non
riassorbibile, e il tipo Resorb riassorbibile radiopaco. 1 due tipi sono
miscelatii tra loro e hanno una granulometria di 400 p e porosità media. L'idrossilapatite
è un fosfato di calcio (Calo 1p041 6 [OH]2) con caratteristiche chimicofisiche
simili a quelle dello smalto dentale e dell'osso.E’ sterilizzabile anche in
autoclave o con gas. Istologicamente, crea una matrice permanente di sostegno,
per la deposizione e la conservazione di osso normale: l'osso nuovamente formato
si deposita direttamente sulla superficie della matrice in virtù di un
meccanismo di unione diretta e chimica. Non si forma una capsula fibrosa
intermedia Tutti questi materiali, innestati a livello di difetti ossei
parodontali, promuovono risultati clinici uguali a quelli che si ottengono con
osso omologo fresco, prelevato dalla cresta iliaca, o con osso eterologo
deproteinizzato. Se pensiamo che, dopo i 30 anni, è soprattutto la malattia
parodontale che provoca perdita di elementi dentari, è chiaro che tutte le cure
mirate a ricostruire il supporto parodontale assumono una grande importanza. Se
il problema del parodonto trova una causa nelle lesioni dei tessuti molli
marginali, cioè negli eventuali problemi mucogengivali, i diversi tipi di
trattamento portano a risultati positivi. Se siamo, invece, di fronte a tasche
parodontali, associate a difetti ossei orizzontali, verticali, intraradicolari o
combinati, le tecniche per eliminare il difetto sono resettive o rigenerative.
Le prime portano ad eliminare il difetto osseo grazie ad un rimodellamento in
senso apicale del profilo dell'osso alveolare marginale. Tutto ciò, però,
determina un grosso sacrificio di supporto parodontale, anche a danno dei denti
vicini o confinanti con il difetto. Con le tecniche rìgegnerative, la tasca
verrà eliminata favorendo la rigenerazione delle strutture parodontali
profonde. Prima di finire, un ultimo accenno ad un materiale umile, ma molto
utile: la cera per osso . Personalmente utilizzo il tipo Bone Wax Ethicon
(W810). un emostatico per superfici ossee, e contiene cera d'api al 75%,
paraffina P.B. al 15% e palmitato di isopropilene al 10% 7.

Riassunto
Questo articolo, attraverso la presentazione di un intervento, spiega come utilizzare un biomateriale a base di corallo. Viene descritto il Biocoral, paragonato con altri biomaterali: l'HTR Polimer, l'Interpore 200, l'Apagen Mirodont. L'articolo si propone di avere un taglio molto pratico, e infatti fornisce indicazioni sul tipo di seta per sutura utilizzata (seta non riassorbibile intrecciata nera n. 3 e 4 Ethicon), sul tipo di bisturi (Swann Morton n. 15), sulle membrane parodontali di scelta (Vicryl Ethicon), sul tipo di cera per osso usata (Bene Wax Ethicon W810). La documentazione si basa sulle immagini fornite da una telecamera con stampante sony, e da un sistema di videoradiografia della ditte Villa. Inoltre, si illustra l'utilizzo del sistema Software Peri-Prol)e, che permette di formulare un quadro preciso della condizione parodontale di un paziente, poiché misura la profondità del solco gengivale, fornendo parallelamente l'indice di placca e di sanguinamento, tutto ciò per ogni dente, e per 4 punti-lati di ogni dente. Nel concepire questo articolo si è voluto trasmettere l'esperienza nell'ambito dell'affascinante campo della chirurgia parodontale, fornendo indicazioni utili e pratiche. La documentazione videoradiografica mostra come i risultati a breve distanza, nel caso dell'intervento presentato, siano entusiasmanti. Parole chiave: Chirurgia parodontale - Biomateriali.
Bibliografia
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