Equilibrio dentario ed equilibrio globale

 

Se, agli inizi del secolo scorso, le manipolazioni delle vertebre erano competenza del << conciaossa >> oggi si sa che la CHIROPRATICA (o CHIROTERAPIA) e l’OSTIOPATIA sono scienze esatte che esigono anni di studio ( 5 negli U.S.A.), e una perfetta conoscenza dell’ anatomia umana. Accomodare una vertebra fuori posto riarmonizza l’insieme delle strutture ossee dell’organismo e permette, qualche volta in modo decisivo, l’evoluzione verso la guarigione di un disturbo funzionale o di una malattia d’irritazione dei tessuti muscolari e nervosi, causata dal cattivo funzionamento delle vertebre, genera un affaticamento generale, e squilibri energetici che alimentano disturbi organici. La colonna vertebrale è composta dalle vertebre cervicali, che sono le vertebre della base del cranio e del collo, cui seguono verso il basso le vertebre dorsali e lombari, e le vertebre sacrali, che formano l’estremità inferiore della colonna vertebrale e la parte posteriore del bacino. Certe vertebre, quando sono in condizione di squilibrio, inducono più facilmente di altre una disarmonia nell’ insieme della colonna vertebrale: è il caso delle vertebre cervicali, e, più in particolare, delle prime due, situate sotto la base del cranio. La posizione scorretta di una di queste vertebre si ripercuote sull’ equilibrio dell’ insieme della colonna vertebrale e addirittura si amplifica, << scendendo >> fino a provocare una non – simmetria a livello del bacino e una disuguaglianza nella lunghezza delle gambe. Una correzione delle prime vertebre cervicali può essere sufficiente per avviare una riarmonizzazione spontanea dell’insieme della colonna vertebrale e la guarigione dei sintomi associati. Quando si osserva il cranio lo si vede composto da molte ossa riunite da suture seghettate. Per secoli i medici hanno creduto che queste ossa si fossero saldate l’una all’altra, una volta conclusa la fase di crescita infantile. In realtà queste suture non sono rigide, sono in continuo movimento. Il cranio “ respira “, infatti, con un movimento incessante, offrendo così ai tessuti del cervello uno spazio elastico. Un buon equilibrio delle ossa del cranio, quindi, permette questo movimento, che assicura il funzionamento armonioso delle moltissime strutture cerebrali e nervose. Siccome il corpo umano è un tutt’uno, una posizione scorretta delle vertebre cervicali può arrecare danno al movimento di respirazione cranica, e viceversa. I movimenti sono orchestrati dalle due articolazioni della mascella, chiamate ARTICOLAZIONI TEMPORO – MANDIBOLARI o ATM. L’equilibrio delle vertebre cervicali dipende in parte dal buon funzionamento delle ATM, e questo dipende a sua volta da una buona OCCLUSIONE DENTALE. Con questo nome si indica l’insieme dei rapporti esistenti tra i denti della mascella superiore e quelli della mandibola, durante i movimenti di chiusura della bocca e nel corso della masticazione. Di una persona si dice che ha una buona occlusione dentale quando i contatti tra i denti delle due arcate sono distribuiti in modo armonioso ed equilibrato sull’insieme dei denti. Nel caso in cui un dente della mandibola, per esempio un molare inferiore, sia in posizione scorretta, al punto da entrare in contatto con la mascella ( superiore ) prima di tutti gli altri denti, questo precontatto può generare di per sé un funzionamento non simmetrico delle ATM. Questo si ripercuoterà sulla posizione delle vertebre cervicali e sulla respirazione cranica, e quindi sull’insieme della colonna vertebrale. Le ricerche più avanzate nei campi dell’occlusione, dello studio delle ATM e delle strutture vertebrali concordano nell’attribuire ai denti un’importanza del tutto nuova. E’ vero che non sempre i denti con occlusione scorretta provocano sistematicamente disturbi vertebrali o organici. Un disturbo a livello delle ATM si traduce in dolore nell’articolazione durante la masticazione o in rumori di schiocco quando si apre e/o si chiude la bocca. Equilibrare l’occlusione dentale significa, nei casi più semplici, effettuare qualche intervento di ritocco ( molaggio ) sulla superficie dei denti che presentano precontatti. I punti da ritoccare si scoprono facendo mordere al paziente una carta simile alla carta carbone, che lascia sui denti un segno nel punto di contatto; il punto a volte è tanto marcato che la carta si strappa. Spesso il paziente stesso è cosciente di avere un dente che “ batte ” quando chiude la bocca. Il fatto di riportare quel dente in condizione di buona occlusione è allora sufficiente per ristabilire l’equilibrio e alleviare tutti i problemi. In genere, però, l’equilibratura occlusiva si rivela più complessa, anche perché a volte i disturbi occlusivi sono latenti ed è difficile localizzare i denti in posizione di squilibrio. Il TEST DI CHINESIOLOGIA o PROVA MUSCOLARE è stato adottato da molti terapeuti allo scopo di individuare un dente che disturbi l’occlusione, o perfino per localizzare un focolaio perturbatore invisibile in radiografia. Il principio consiste nel valutare il calo di resistenza della forza muscolare quando un elemento nocivo turba il funzionamento normale e armonioso dell’organismo ( da COSA RIVELANO I DENTI, del dr. YVES GAUTHIER, edizioni AMRITA )

DOTT. ALDO ZECCA