|
|
Utilizzo di Biostite e Gingistat nella pratica odontoiatrica ambulatoriale da AD anno 6 numero 4 30 aprile 1999 |
Biostite e Gingistat. due materiali necessari. Il primo riempie l'alveolo dopo l'estrazione e mantiene la cresta. Il secondo è utile, a volte necessario per sostenere l'emostasi ed evitare emorragie secondarie. L'autore propone gli usi "ufficiali" e stimola il lettore con uno spunto particolare, costituito dalla breve presentazione di un caso di reimpianto immediato che si avvale dei due materiali in discussione.
Il lavoro che viene qui
presentato persegue lo scopo di mostrare e spiegare quali possono essere i casi,
le situazioni in cui può essere indicato l'uso di collagene nativo (Gingistat)
e di materiale alloplastico, adatto per evitare le conseguenze postestrattive (Biostite).
Mentre Gingistat è collagene coagulante, che mantiene l'emostasi ed evita
emorragie secondarie, la Biostite serve a riempire l’alveolo dopo l'estrazione
e a "mantenere la cresta". In qualche caso Gingistat ha provocato
induzione ossea dopo
estrazione, ma è un effetto che va ancora verificato e confermato.
L'uso del collagene, in odontoiatria, trova numerose indicazioni: là dove sia
necessario o utile ottenere una rapida stabilizzazione del coagulo e una
chiusura veloce e fisiologica delle ferite post-operatorie, per esempio, o
quando si trattino pazienti affetti da disturbi della coagulazione, nei
confronti dei quali il collagene consente di ottenere l'emostasi in tempi
normali. Agendo sulla fase piastrinica e sulle due vie della coagulazione,
stimola la costituzione di un trombo stabile. Utilizzando il collagene, si
osserva che l'aumento della liberazione di tromboplastina tissutale, cioè la
cosiddetta via estrinseca alla formazione del trombo, l'attivazione del fattore
di Hagenam (la via intrinseca), e il meccanismo di adesione e di attivazione
piastrinica, beneficiano di un impulso. Nella forma galenica, il Gingistat è
presentato in lastrine quadrate e spugnose, confezionate singolarmente e rese
sterili per mezzo di raggi B. Il collagene è di tipo 1 e Il al 97%, mentre il
rimanente 3% èdi tipo 111. A saturazione d'acqua, la denaturazione del
collagene inizia a 37' e finisce a 61. Il tampone, prelevato dalla confezione,
è pronto da usare. Può essere frantumato se deve essere inserito in cavità
alveolari strette, oppure si usa intero, anche in quantità superiore ad uno:
una volta inserita, la massa di materiale può essere rifinita in fase finale
con le forbici. Penaud e collaboratori hanno dimostrato che il collagene non ha
solo capacità emostatiche, ma è anche un medicamento biologico che accelera e
rende più semplice la cicatrizzazione della ferita per seconda intenzione. Si
utilizza con successo dopo estrazioni normali, dopo rimozione di epulidi e
scappucciamenti, nelle preparazioni di cavità di V classe, nelle frenulectomie
e dopo
apicectomic,
nelle alveoliti e nella chirurgia parodontale, nel trattamento delle
comunicazioni oro-antrali, nella protezione del sito donatore dopo prelievo di
tessuto palatale, nella monconizzazione seguita da impronta per protesi fissa,
là dove ci sia un'emorragia provocata da una veloce vasodilatazione causata
dall'effetto paradosso dei vaso costrittori. Viene utilizzato comunque quando i
pazienti presentino alterazioni della crasi ematica e del meccanismo della
coagulazione. La Biostite è un materiale di riempimento dell'alveolo beante, e
favorisce un processo di guarigione che riduce al massimo il riassorbimento
delle creste alveolari, costruendo una situazione anatomica favorevole,
soprattutto in termini preprotesici. E un materiale alloplastico formato da HA
(85%), collagene (9,5%), condroitin-4-solfato (2,5%). L'idrossiapatite,
avvalendosi di proprietà osteoconduttive, è colonizzata da osteoblasti, e
questo processo è favorito dall'architettura porosa dei suoi granuli. Ciò che
rende la Biostite un materiale innovativo è la presenza del collagene,
substrato molto valido per la crescita degli osteoblasti, perché, a contatto
con il plasma del paziente, forma fibrina. Il condroitin-4-solfato accelera la
mineralizzazione, rivestendo così un ruolo fondamentale nel meccanismo di
calcificazione. E’ presentata in blister sterili, in cilindri di 1 cm di
diametro, che si possono tagliare facilmente con forbici o bisturi. Viene
zeppata negli alveoli e può essere posizionata in modo da ricostituire lo
spessore della cresta residua. Può facilitare il recupero di sostanza ossea là
dove ci siano difetti ossei discreti. In implantologia favorisce la
biointegrazione fra impianto ed osso e il recupero di sostanza ossea. grazie
all'effetto osteoconduttivo. Il Gingistat aderisce bene alle sedi di
emorragia, è maneggevole, biocompatibile in modo più che soddisfacente, non
aumenta molto di volume, una volta inserito, mantiene un effetto emostatico
duraturo anche dopo la rimozione.
Materiali e metodi
In questo lavoro clinico si è voluto associare
il Gingistat e la Biostite, non solo dal punto di vista descrittivo o teorico,
ma anche sotto il profilo pratico. Usare, nella pratica dello studio
odontoiatrico, questi due materiali parallelamente offre qualche vantaggio
pratico. Naturalmente, Gingistat e Biostite vengono utilizzati. il più delle
volte, separatamente, ma si è visto che l'associazione dei due materiali
favorisce l'ottenimento di validi risultati pratici, dove è il caso di
utilizzarli contemporaneamente. Si è osservato che le radiografie
interferiscono con i processi di guarigione, là dove si sia utilizzata la
Biostite, per cui si è scelto di eseguirle sempre, per controllo, dopo 4 mesi
almeno dall'intervento. Le figure mostrano un contesto nel quale si è
fatto un
uso
parallelo di Biostite e Gingistat. Nella figura 5 si osserva una situazione
post-estrattiva, nella quale si sono utilizzati i due materiali assieme, prima
dell'applicazione dei punti di sutura. Il vantaggio. in questi casi, è
costituito dall'ottenimento di una cresta alveolare anatomicamente più adatta a
qualsiasi soluzione protesica. Con le figure 6-7-8 è mostrato un caso clinico
nel quale si è affrontata l'estrazione di un canino incluso, il quale poi è
stato reimpiantato sull'arcata. utilizzando nel riempimento Biostite e Gingistat.
Così, la Biostite ha riempito, in parte, la sede ossea occupata in precedenza
dal canino, quando era incluso, e ha aumentato la stabilità del reimpianto,
mentre il Gingistat ha mantenuto l'emostasi ed ha coadiuvato il processo di
induzione ossea.
Risultati
Utilizzare Biostite e Gingistat,
sia separatamente, che assieme, è utile. La normale routine dello studio
dentistico trova in questi due materiali un valido supporto, di uso frequente.
Riguardo a Biostite, va detto che i casi in cui essa è utile per riempire gli
alveoli dopo le estrazioni, o per modellare le creste in vista di interventi
protesici (di protesi fissa o mobile, o implantologici) sono numerosissimi.
Circa il Gingistat, oltre a quanto si è già detto, basti pensare a quanti
pazienti con problemi della coagulazione l'odontoiatra curi, dovendo intervenire
attraverso tecniche estrattive e chirurgiche su cardiopatici, ipertesi,
diabetici. Questo lavoro clinico presenta, tra l'altro, brevemente, un caso
particolare di
reimpianto
a scopo protesico, il cui progetto d'intervento contempla l'uso dei due prodotti
in questione per aumentare le possibilità di riuscita del "trasporto"
di un canino dal palato all'arcata superiore, là dove il canino stesso, unico
dente sull'arcata, ha assunto il ruolo di dente ancorante per una successiva
struttura mobile, resa, in effetti, "piuttosto mobile" dalle
condizioni anatomiche: scarsa profondità dei fornice, ridotta dimensione
verticale della cresta residua e palato molto "piatto", poco concavo.
Discussione
Il Gingistat è maneggevole: nel caso clinico relativo al canino reimpiantato ha aderito alle sedi marginali dell'estrazione e, sovrapposto alla Biostite, ha permesso di ottenere un effetto emostatico ottimale. Le capacità-proprietà di aggregazione e di adesione sono caratteristiche precise del collage non denaturato (NATIF) perché sono determinate dalla conservazione della struttura spaziale a tripla elica e dalla presenza di radicali NH, liberi distribuiti sulla molecola. La Biostite è un materiale biocompatibile riassorbibile che, in quanto tale, non solo riempie le cavità dopo le estrazioni ma veicola anche un rimaneggiamento dell'osso che porta alla progressiva sostituzione del materiale alloplastico con tessuto osseo neoformato. Tutto ciò avviene sfruttando il fisiologico metabolismo osseo.
Bibliografia
1 - Penaud J., Martín G., Míller N., Mahler Ch., Ambrosíni P et Benamghar. ~"Les Matériaux biologiques. Leur utílísation en parodontie'. Chírurgien- Dent ~Fr. 432 - 433: 79-91, 1988.
2 - Martín G., ~Penaud J., ~Ambrosiní P, Martn M. ~U.: "Greffe de gencive:utilisation de matériaux biologique'. S.O. P. Paris 13 octobre 1988 (cassette vídéo).
3 - M. Gabríele; ~G.L. Caccíaníga:"Vantaggi derivati dall'uso di collagene nativo emostatíco (Gingistat) in alcuni casi di pratica odontoiatrica" 'Odontostomatologia & Implantoprotesi n. 8; 1991.
4 - A. Conversíní,- A. De Biase:"Un collagene emostatico nella pratica odontoíatrica". Attualità Dentale n. 1; 1990.
5 - A. Di Maggio; L. Cíavarelli Macozzí."L'uso di prodotti emostatici topicí in chirurgia~stomatologica"-Doctor Os n. 4 Aprile; 1990.
6 - N. Milier et Al.-"Un nuovo tampone emostatíco composto da coltamene naturale'. Attualità Dentale n. 11\91.
7 -A. Conversiní, R. M. Laurenzi,- A. De Biase: "Un collagene naturale nel controllo dell'emostasi in odontostomatologia". Doctor Os Settembre 199 l.
8 - F Caldarola et A.:"Controlloemostatíco indotto da un nuovo collagene bovino in chirurgiaodontostomatologíca; Contributo casistico" Doctor Os n. 3; 1993.
9 - Mozzatí M., Piepoli D., Pavese M.:"Risoluzione di due casi complessi medíante l'utilizza della Bíostíte'.Quintessence Intematíonal 516 - 1997 - pag. 179-184.
10 - E Dielert e coll."I biomateriali nella plastica della cresta alveolare"~. Dent. Mod. 4, 1987, 807-816.
11 - Mozzatí M., Roggía S.:"L'utílizzo della Biostíte inOdontostomatologia'. Pratica Odontoiatrica5:52-58, 1991.
12 - Frame ~J.:"Hydroxyapatíte as a biomaterial for alveolar ridge augmentatíon" Int. J Oral Maxillofac.Surg. 16: 624~-655, 1987,
13 - Framae J. W e coll.-"Hydroxyapatíte as a bone substítute in the jaws"Biomaterials2:19-24, 1984.
14 - Santoro F, Maiorana C.:"Chirurgia speciale odontostomatologíca".Masson, Mílano 1996.
15 - Gínelli G., Misani M., Pígnanellí M.: "Protocollo chirurgico odontostomatologíco per avulsioni dentarie programmate in pazienti sottoposti a terapia anticoagulante orale. Attualità Dentale 1997,, B.
16 - Di Maggl'o A., Cíavarelli Macozzí L.: "L'uso di prodotti emostatící topíci in chirurgia stomátologíca". Doctor Os 1990, 4: 46-52.