Ambiente ed inquinamento

Si parla di tutela dell’ambiente, giustamente si vuole proteggere il territorio, per cui può essere utile dare una definizione della parola stessa. “ Ambiente” è quell’insieme di luoghi  in cui abita, lavora, interviene l’uomo, ed è anche ciò che poi  lo influenza, attraverso le sue componenti culturali, di paesaggio, animali, vegetali, climatiche, geologiche. Ciò che non è delimitato da mura viene definito  “ambiente esterno”. La legge di Riforma Sanitaria numero 833 del 1978 ha reso ufficiale  i concetti "ambiente naturale di vita e di lavoro” e “ ambiente di vita e di lavoro”, sottolineando le caratteristiche determinate dalle attività che si svolgono. L’inquinamento è la presenza in un ambiente  o in una sostanza  di corpi o elementi estranei, o di elementi che solitamente  sono presenti, ma arrivano a raggiungere  concentrazioni diverse da quelle corrette. L' art. 1,D.P.R. 10/09/1982, n° 915 afferma che l’inquinamento può essere fonte di “danno o pericolo per la salute, la incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli”. L’ultimo comma dell’art. 4 della legge 883 fa riferimento a “ limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni  e limiti massimi di esposizione relativi ad inquinamenti di natura chimica, fisica e biologica e delle emissioni sonore negli ambienti di lavoro, abitativi e nell’ambiente esterno”. Quindi, l’inquinamento è la presenza di agenti fisici , chimici, o biologici che possono essere pericolosi per la salute. Ad essi l’uomo  può restare esposto per anni anche senza essere danneggiato , se non superati ben determinati valori di concentrazione o tempi di esposizione. Per quanto concerne certi inquinanti, come composti cancerogeni o mutageni, non ha importanza la concentrazione , perché anche una concentrazione molto bassa e a cui si sia esposti per qualsiasi periodo di tempo, può produrre effetti lesivi. Come nell’uomo, così è riconosciuto all’ambiente un valore, prescindendo dalla immediata possibilità di una valutazione economica.