L’Associazione per la salute mentale “Navicella”

L’associazione "Navicella", che ha sede in Morbegno, in via Beato Andrea n. 16, è nata ispirandosi ai principi della legge 180/78, e, attraverso le prestazioni, offerte gratuitamente dai propri aderenti, si pone lo scopo di favorire e mettere in atto ogni possibile iniziativa per la protezione e la difesa dei diritti civili ed umani dei malati psichici e delle loro famiglie, di creare un favorevole e necessario rapporto di collaborazione tra le famiglie e i servizi di salute mentale, di promuovere attività formative ed informative per la conoscenza della malattia mentale e il superamento dei pregiudizi che su essa esistono ancora.  Inoltre, a favore delle persone che presentino disturbi psichici, vuole dare vita a progetti di intervento che integrino il settore pubblico e quello privato.  

L’associazione è apartitica e non ha scopi di lucro, e trae i mezzi per finanziare la propria attività dai versamenti dei soci promotori, dalle quote associative, da donazioni, lasciti, elargizioni, contributi di persone e società, enti privati e pubblici italiani e stranieri, da convenzioni.  In pratica, l'associazione "Navicella" è nata e vive per aiutare coloro che abbiano problemi di salute mentale, e le loro famiglie. 

Una famiglia che abbia al proprio interno una persona, un componente che soffra di disturbi psichici, incontra difficoltà spesso non immaginabili, problemi che portano a condurre una vita difficilissima.  Là dove un individuo non goda di uno stato di salute mentale, le persone che costituiscono la sua famiglia devono fare i conti con la necessità di non lasciarlo solo, con il timore che compia azioni lesive per se stesso e per gli altri, con i bisogni elementari dei vivere, con le conseguenze di comportamenti dettati da uno stato di ossessione o di depressione, con l'isolamento o l'aggressività. li ventaglio dei malessere psichico è ampio: la disoccupazione giovanile che, sovente, incontra una realtà fatta di assenza di prospettive, le storie di divorzi e separazioni, sono carburante per una macchina che sforna "prodotti" il cui numero è un’entità della quale non ci si rende conto. 

Dietro condizioni apparentemente normali si nascondono realtà di grande disagio porre un rimedio, un necessario rimedio, l'abbruttimento da psicofarmaci.  In uno studio medico la richiesta di psicofarmaci è impressionante e, del resto, anche se la nostra Valtellina sembra essere votata all'alcolismo e al suicidio, questa è una realtà di oggi, che trascende, supera i confini della provincia e della nazione.  Occuparsi di una persona psichicamente disturbata non è facile. Cosa possono fare due genitori, che spesso devono lavorare occupandosi parallelamente della famiglia e di altri figli, quando si trovano a fare i conti con un giovane che magari torna dal servizio militare e, nonostante gli anni trascorsi sui libri, non trova lavoro, e ciondola da un bar all'altro, diventando triste ed aggressivo, sempre più assente e chiuso?  Quando in casa vive una persona che non può essere occupata in una normale attività e deve essere protetta ed accudita, il ritmo della giornata, gli impegni e i programmi ruotano attorno ad essa, e non è difficilissimo incontrare delle situazioni che sono il risultato di un processo a catena in cui il malato psichico, pur involontariamente, ha creato attorno a sé un contesto fatto di persone che devono confrontarsi con un loro stato di depressione, di tristezza o di aggressività.

 L’associazione "Navicella” è nata in uno stato di necessità.  E' necessario che si strutturino organizzazioni di questo tipo, perché il problema è grosso.  E'anche vero che, perché abbiano vita queste iniziative, è necessaria la disponibilità di persone motivate e generose, altruiste e spinte dall'ammirevole convinzione che "dare" è più bello di"'prendere".