Capsule contro il rigetto

Quando si parla di terapia CELLULARE si fa riferimento a quella tecnica – cura che utilizza cellule umane vive modificate. E’ proprio nel contesto delle applicazioni della terapia cellulare che può essere considerata importante la possibilità di fornire farmaci e proteine là dove c’è la richiesta. Un esempio importante di questi sviluppi è fornito dalle tecniche che consentono a specifiche cellule del pancreas di liberare insulina in diabetici, e questo significa avere “l’elemento curante”, in questo caso un ormone, ricevuto in modo regolare e con minore disagio per il paziente. Una cellula impiantata può provocare una reazione che la rende inutile o dannosa e questa eventualità viene contrastata utilizzando capsule che permettono alla sostanza di essere nutrita e, allo stesso tempo, lasciano che essa fornisca, là dove ce n’è bisogno, l’agente curativo.

L’alginato di sodio forma una capsula gelatinosa, e in essa la cellula impiantata è protetta, ma può svolgere la propria azione. Un altro esempio di queste applicazioni è dato dal fornire sostanze antitumorali, come l’interferone  e l’endostatina. Ma tornando invece al primo esempio, quello dell’insulina, come ricorda Sandro Eridani, del CNR, sono state sperimentate piccole sfere di gelatina contenenti cellule del pancreas, che permettono alla secrezione di insulina di regolarsi in base alla quantità di zuccheri presenti, come accade normalmente nell’essere umano. L’immunoterapia permette di fare uso di cellule immuno – competenti che favoriscono l’azione di linfociti speciali, volta a distruggere cellule tumorali. Si pensa anche di usare queste “cellule killer” in modo diretto, portandole a crescita e maturazione artificialmente per dare loro, altresì, le informazioni necessarie allo scopo di contrastare le cellule tumorali.