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Donne,
lavoro e salute |
La salute psichica e fisica delle persone dipende, in
modo stretto, dal lavoro e dall'ambiente in cui esso si svolge: come è noto,
negli ambienti di lavoro si possono liberare sostanze nocive, o è possibile che
si creino situazioni dannose per la salute dei lavoratori, a causa di materiali,
apparecchiature, macchine, e attività svolte. I FATTORI DI RISCHIO LAVORATIVO
possono essere ORGANIZZATIVI (posizioni scorrette, ritmi di lavoro, stress da
turni), CHIMICI (esposizione a solventi, pesticidi, disinfettanti, metalli
pesanti), FISICI (radiazioni, alte temperature, vibrazioni, esposizione a
rumore), BIOLOGICI (tossine, virus, batteri). Essere esposti a questi fattori di
rischio significa subirne gli effetti, che dipendono dalla entità dell'agente,
dalla durata dell'esposizione, dallo stato di salute del lavoratore e dal
livello di sensibilità dell'agente, che varia da individuo a individuo e
dipende dal patrimonio genetico di ogni persona (SUSCETTIBILITA' INDIVIDUALE).
Più precisamente: le caratteristiche genetiche di ciascuno possono provocare
una diversa risposta delle proteine dell'organismo agli agenti tossici. Quando
si parla di TOSSICITA' RIPRODUTTIVA dell'agente di rischio ci si riferisce agli
effetti dannosi che si concretizzano a livello del sistema riproduttivo:
disturbi mestruali, anormalità nella struttura degli spermatozoi, ritardo nel
concepimento. Quando gli effetti tossici si rendono evidenti sul feto o sul
bambino, sia prima che dopo la nascita, si ha la TOSSICITA' DELLO SVILUPPO.
Morte del feto, alterazione della crescita, nascita prematura e malattie
congenite sono manifestazioni della tossicità dello sviluppo: questi effetti
cambiano in base al momento in cui si è realizzata l'esposizione (i primi 6
mesi di gravidanza sono i più critici) e in base alla dose di agente tossico
assorbita dal feto. La tossicità riproduttiva e la tossicità dello sviluppo
possono essere conseguenti all'esposizione paterna e/o materna ad agenti tossici
nel periodo che precede il concepimento, durante lo sviluppo prenatale o nel
periodo successivo alla nascita del bambino. La tossicità riproduttiva si può
manifestare in una coppia nel momento in cui si programma una gravidanza. Un
dato interessante è questo: benché spesso sia la donna colei che sopporta gli
effetti di una esposizione, non è raro che essa non sia il soggetto
direttamente esposto ad un'agente tossico. Per esempio, l'aumento della
frequenza di ABORTO SPONTANEO qualche volta può essere la conseguenza della
sola esposizione paterna. Gli IDROCARBURI, i SOLVENTI, i PESTICIDI, i METALLI
PESANTI, le RADIAZIONI IONIZZANTI possono essere causa della riduzione della
fertilità maschile, dell'aumento dell'aborto spontaneo e delle nascite
premature, indipendentemente dall'esposizione della donna. Molte sostanze nocive
che sono nei luoghi di lavoro possono venire trasmesse dall'uomo alla donna col
liquido seminale, mentre alcune sostanze tossiche, come i PESTICIDI, si possono
concentrare nel LATTE MATERNO, ed essere trasmesse al neonato durante
l'allattamento. CAPELLI, MANI e INDUMENTI possono essere responsabili del
trasporto di sostanze nocive dal posto di lavoro all'ambiente domestico, quindi
il cambio degli abiti e un'attenta pulizia personale prima di lasciare i luoghi
di lavoro possono contribuire a proteggere la salute propria e dei componenti
della famiglia. I pericoli per la salute riproduttiva sono legati anche ad altri
fattori, come l'ETA' della madre, il FUMO di sigaretta attivo e passivo, il
consumo di ALCOOL, di CAFFE', di SOSTANZE STUPEFACENTI. Alcune sostanze,
chiamate MUTAGENE, possono provocare alterazioni GENETICHE nel lavoratore o
nella lavoratrice esposti. Queste alterazioni, se trasmesse alla prole, possono
essere causa di alcune malformazioni congenite, di malattie genetiche e di morte
del feto. Altre sostanze, dette TERATOGENE, come metalli pesanti, farmaci
anti-tumorali, radiazioni ionizzanti, calore, virus, batteri e protozoi, possono
agire in modo diretto sul bambino in via di sviluppo, e causare malformazioni
strutturali. L'esposizione a queste sostanze ha conseguenze di diversa gravità
a seconda del trimestre di gravidanza in cui si verifica. Durante i primi mesi
può causare malformazioni della struttura del feto e aborto spontaneo, mentre
negli ultimi mesi può indurre basso peso e/o disordini funzionali nel neonato.
La pubblicazione dell'INAIL dal titolo LA SALUTE RIPRODUTTIVA - RISCHI E
PREVENZIONE, che tratta questo argomento nel contesto del tema DONNA, SALUTE E
LAVORO, ricorda che anche la FATICA FISICA E MENTALE, la posizione di lavoro
scorretta (per esempio lo stare in piedi più di 3 ore al giorno nella stessa
posizione), alti livelli di rumore, sopra gli 80 DECIBEL, di umidità, e
temperatura non confortevoli espongono la lavoratrice gestante a possibili
effetti negativi sulla gravidanza, per esempio la nascita prematura del
concepito, e possono comunque provocare disagi e malattie. Bisogna parlare di
più di PREVENZIONE. Il rischio provocato dall'esposizione lavorativa ad agenti
tossici si può ridurre contenendo il fattore nocivo entro i LIMITI DI
SICUREZZA. L'uso dei DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) permette di
ridurre l'entità dell'esposizione personale. Per capire meglio, alcuni di essi
sono: il casco, le scarpe anti-infortunio, le cuffie o i tappi per le orecchie,
gli occhiali, la visiera, i guanti, il grembiule protettivo. E' importante che
le donne ricordino di proteggere la loro salute: la STERILITA' può restare
nascosta fino al momento in cui si decide di programmare una gravidanza. I
limiti di sicurezza sono temporanei, perché in continuo aggiornamento, e hanno
valore cautelativo. Se rispettati, riducono al minimo gli effetti negativi sulla
salute. Per le SOSTANZE CANCEROGENE, cioè in grado di indurre la formazione di
tumori, è oggi impossibile definire con certezza un limite di sicurezza. Il
feto ha una maggiore sensibilità alle sostanze tossiche. Il RAPPRESENTANTE PER
LA SICUREZZA NEL LUOGO DI LAVORO può avere accesso alle schede informative
sulle sostanze tossiche con cui i lavoratori vengono a contatto, e questo vale
anche per il MEDICO COMPETENTE. E' un diritto del lavoratore chiedere che siano
date tutte le informazioni relative alla loro pericolosità (D.Lgs. 626/94). Il
D.Lgs. 645/96 ribadisce che il DATORE DI LAVORO ha l'OBBLIGO di procedere alla
valutazione dei rischi nell'ambiente di lavoro, promuovendo le visite del medico
competente a favore dei lavoratori, e i sopralluoghi sul posto di lavoro stesso.
In particolare bisogna considerare i rischi per le donne in gestazione, in
puerperio o nel periodo dell'allattamento. Poi, il datore di lavoro ha l'obbligo
di informare le lavoratrici ed i responsabili per la sicurezza sui risultati
della valutazione (art. 4 D.Lgs. 645/96). In presenza di rischio il datore di
lavoro deve adottare le misure necessarie ad evitare l'esposizione, cambiando
temporaneamente condizioni e orario di lavoro.