I traumi nello sci, nel fondo e nello snow-board

Lo sci è uno sport che attira un numero elevatissimo di persone e viene non di rado praticato nel contesto di condizioni meteorologiche molto negative, spesso senza che ci sia un adeguato allenamento. Chi scia a livello dilettantistico non riesce facilmente a rendersi conto del proprio stato di affaticamento, in relazione alla difficoltà della discesa e alle condizioni della pista. Bisogna poi mettere in evidenza il fatto che nello sci, a differenza che in tanti altri sport, se si parla di rendimento sportivo, bisogna attribuire una grande importanza alla situazione ambientale, all’equipaggiamento e all’eventuale stato di affaticamento che precede la discesa. Il dottor Lucio Maturo, nel MANUALE DI PICCOLA TRAUMATOLOGIA, fa notare come la temperatura, lo stato della neve, l’abbigliamento, le calzature, gli attacchi, i tipi di sci, il trasferimento automobilistico sui campi di neve, il trasferimento attraverso gli impianti di risalita, siano tutti fattori che, presi da soli o insieme, sono da considerare i responsabili dei diversi traumi di cui cadono vittime coloro che pratichino questo sport. I vari fattori elencati, in pratica, cioè tutti quegli elementi, quelle azioni, i materiali che compongono la "serie di cose" necessarie per andare a sciare vanno considerate con estrema attenzione, non devono essere sottovalutate. E’ fondamentale che venga sempre più diffusa la pratica della ginnastica presciistica, che deve essere praticata in modo costante e anche prima di calzare scarponi e sci. 

Sono sempre consigliabili alcuni esercizi di riscaldamento muscolare, ma è parimenti importante incominciare a sciare dopo avere praticato un corso nelle apposite scuole, per potere avere, fin dall’inizio, la corretta impostazione delle ginocchia, che un autodidatta non sarebbe invece capace di gestire, senza provocare danni a se stesso, soprattutto alle ginocchia. Se si osserva la frequenza dei TRAUMI riportati dagli sciatori, si nota come le FRATTURE (51,5%) siano superiori alle DISTORSIONI (28,75%) e, in quanto a localizzazioni anatomiche, si suddividono in gamba (31%), ginocchio (13%), pollice (3,15%). Lo stiramento del legamento collaterale mediale del ginocchio è quasi in testa alla classifica degli infortuni. Da alcuni anni, comunque, nello sport dello sci, si osservano lesioni che non sono provocate dal trauma dello sci vero e proprio, perché le tecnologie, con gli attacchi di sicurezza calibrati, con i corsi di presciistica e con le scuole di sci, fanno in modo che il numero delle lesioni sia sicuramente inferiore rispetto al passato. I problemi, invece, nascono a causa dell’eccessivo affollamento delle piste e per le code che si formano alla partenza degli impianti di risalita. Si registrano incidenti da scontro, che provocano lesioni del tutto particolari e, a volte, anche anomale, se paragonate alle tipiche lesioni che lo sci provocava: fratture del terzo medio della gamba, lussazioni della spalla, distorsioni del ginocchio. 

Un’altra caratteristica lesione da sci è a carico del pollice e, in particolare, a carico della articolazione metacarpofalangea del lato ulnare, articolazione nella quale si può rompere il legamento metacarpofalangeo per la scorretta impugnatura della racchetta. Sono invece molto particolari le lesioni che vengono provocate dalla pratica dello sci di fondo e dello snow-board. Nel primo caso si tratta di tendinopatie che interessano soprattutto il tendine di Achille, che possono anche cronicizzarsi sottoforma di borsiti paratendinee, e possono evolvere in una calcificazione parziale. Nel caso del monosci, la lesione da caduta tipica, invece, è localizzata a livello delle mani, ma soprattutto alle spalle, dove si verificano sublussazioni dell’articolazione acromionclaveare, ma anche dell’articolazione sterno-claveare, mentre alle mani è tipica la contusione, soprattutto, in realtà, del polso, perché la mancanza di racchette fa sì che, nella caduta, siano le mani le prime parti che si estendono, per il classico e spontaneo senso di protezione. Non bisogna dimenticare i traumi che vengono riportati nei mezzi di risalita, soprattutto nello ski-lift, dove, a volte, il seggiolino di traino, quando viene abbandonato, può causare traumi diversi, mentre, durante l’utilizzo dello stesso nella salita, i tendini adduttori possono essere danneggiati, così come il ginocchio può venire traumatizzato, se si perde la presa e si cade.