Il rapporto tra fluoro e carie

La percentuale di carie in età pediatrica si è notevolmente ridotta negli ultimi anni e il merito va senz'altro attribuito alla prevenzione : l'informazione circa l'importanza delle visite dentistiche periodiche, del lavare i denti dopo ogni pasto, dell'assumere zuccheri in modo controllato, e dell'assumere il fluoro , si è diffusa ed è stata ascoltata, portando a risultati incoraggianti. Medici e odontoiatri hanno fatto molto , in questo senso, e negli ambulatori di medicina di base, o di pediatria, nonché negli studi dentistici si è sviluppata una mentalità preventiva , in virtù del fatto che per una persona che dedichi la propria vita alla cura delle malattie e di coloro che ne siano affetti è sicuramente molto più gratificante confrontarsi con una popolazione sempre meno ammalata.

Il fluoro irrobustisce i denti perché protegge lo smalto , e la sua assunzione fino ai 12 anni contribuisce sicuramente a diminuire la carie. Lo smalto viene danneggiato dall'acido lattico, prodotto dall'azione dei microrganismi che hanno casa nel cavo orale e che elaborano i residui di cibo , in particolar modo se contengono zuccheri : questa lesione diventa un luogo di minore resistenza nei confronti dell'attacco dei batteri. Nella fascia di età che va dalla nascita fino ai 12 anni il fluoro può fare moltissimo contro la carie, ma va assunto in modo regolare, con costanza , sotto forma di pastiglie e nei dentifrici o nei collutori. Si è discusso molto , in passato, sull'opportunità di addizionare il fluoro all'acqua : considerando il fatto che in realtà esso è utile se l'assunzione per via orale si realizza entro i 12 anni, in definitiva ha probabilmente più senso distribuirlo ai bambini in modo mirato, anche perché nella nostra nazione, per esempio, un numero sempre minore di persone consuma l'acqua potabile del rubinetto come bevanda.

La fluorizzazione collettiva può essere messa in atto attraverso l'aggiunta di fluoruri anche al sale da cucina e al latte, mentre la fluorizzazione individuale si basa , oltre che sull'uso di compresse e dentifrici, anche sulle eventuali applicazioni locali di fluoruro di sodio al 2% o di fluoruro stannoso sotto forma di gel o di vernici applicate con la ionoforesi, 3 o 4 volte all'anno, dopo avere  effettuato una buona pulizia dei denti . Il fluoro ha un'azione antifermentativa che si esplica attraverso una inibizione della glicolisi batterica e l'attività carioprofilattica si realizza anche in virtù del suo effetto sulla solubilità dei cristalli dello smalto dentale, poiché la fluoroapatite che si forma è molto meno solubile dell'apatite, che entra nella costituzione delle strutture dentali.

Un eccesso di fluoro può comunque avere un effetto negativo, e la fluorosi dentale che si determina si configura con la presenza di macchie che vanno dal bianco- rossiccio al marrone : è vero che si concretizza una situazione tale per cui i denti vanno incontro alla carie con minore facilità , ma chiaramente insorge un problema di carattere estetico. Il fluoro è un elemento chimico che è assimilato dall'uomo in modeste quantità attraverso acqua e vegetali, e ,in modo accidentale, in seguito all'ingestione di derattizzanti, insetticidi e additivi alimentari .Nel nostro corpo è depositato in particolare nei denti e nello scheletro, e per mantenere queste  strutture è fondamentale . I risultati in termini di prevenzione della carie si ottengono comunque solo se c'è costanza : il pediatra, o il medico di base, o l'odontoiatra possono stabilire quali siano i metodi e le dosi più indicate, ma il successo dipende dalla motivazione personale.