L'omosessualità nella donna

Cerco di utilizzare questa rubrica di Medicina Naturale anche per ricondurre alla dimensione naturale che devono aver tante condizioni, che invece il pregiudizio può relegare dentro nicchie identificate appunto come innaturali. Quindi questa rubrica è l’occasione per parlare non solo di fitoterapia, o omeopatia, o cure alternative, ma anche, per esempio, di comportamenti o condizioni che, considerate segno di anormalità o in naturalità, sono invece più normali e accettabili di quanto si sia portati a credere. Una donna omosessuale soddisfa le proprie necessità sentimentali e sessuali solo con un’altra donna.

Non sono rari i casi in cui la donna omosessuale abbia avuto rapporti con uomini e magari, alla ricerca di un’identità socialmente accettabile, si sia anche sposata e abbia partorito dei figli, per poi accondiscendere alle proprie naturali pulsioni instaurando una relazione con una persona dello stesso sesso. Vorrei sgombrare il campo da alcuni concetti non corretti: non esistono prove scientifiche circa il fatto che l’omosessualità sia determinata da fattori ereditari o da difetti genetici o da anomalie ormonali. Una donna (come un uomo) omosessuale non ha un comportamento né malato né lesivo nei confronti della società. La sua salute fisica, il suo equilibrio psicologico, la sua stabilità possono essere uguali a quelli di una donna eterosessuale, a meno che non sia la società a colpire e destabilizzare. Capire quando una donna è lesbica non è facile, perché la maggioranza nasconde le proprie condizioni. In realtà la figura della donna-uomo aggressiva o della fragile creatura dipendente costituiscono una minoranza.

Se si analizza la vita delle donne omosessuali, ci si rende conto che in termini di durata e stabilità dei rapporti, espressioni affettive e desideri, non c’è differenza rispetto alle eterosessuali, semmai c’è meno inibizione nel rapporto fisico e maggiore facilità nell’espressione, nella trasmissione dei messaggi che veicolano un comportamento che favorisce l’appagamento. Una donna lesbica raggiunge l’orgasmo con la masturbazione, attraverso il tribadismo (reciproco strofinamento di pube e ventre). Il ricorrere a strumenti sessuali artificiali è meno diffuso di quanto si creda. Come ogni omosessuale, una donna lesbica non ha una vita semplice, deve affrontare problemi di vario tipo. È vero che sono stati compiuti molti passi avanti, in termini di tolleranza, ed è anche vero che molti omosessuali si manifestano, rendendo nota la loro condizione, diversamente dal passato, ma questa “diversità” è sentita, soprattutto là dove la donna sia cristiana. Sul piano legale, poi, nascono altri problemi perché le donne lesbiche che hanno partorito figli, naturalmente attraverso un rapporto eterosessuale, o che, vivendo un rapporto omosessuale, desiderano crescere un bambino, devono scontrarsi con una società e con leggi non sempre benevole.

Per esempio, se è l’omosessualità la causa della fine di un matrimonio, la donna può vedersi negato l’affidamento di un figlio. L’adozione è difficile. Oggi esiste l’inseminazione artificiale, come tutti sappiamo, e molte donne o coppie omosessuali ad essa fanno ricorso, in misura crescente. È largamente diffusa l’idea che un piccolo allevato da una coppia di omosessuali vada incontro a turbe psicologiche. In realtà i lavori scientifici che hanno portato a pubblicazioni credibili affermano il contrario, e si è osservato come le coppie omosessuali siano in grado di dare ascolto e amore in misura anche superiore rispetto alla media delle coppie eterosessuali.