La famiglia che cambia

L’Italia è una nazione abitata da un numero sempre maggiore di persone che vivono sole e da coppie che non hanno figli. La storica stabilità della famiglia (almeno italiana, latina , rispetto a quella americana) è un valore che è venuto meno, un luogo comune obsoleto. Il numero delle coppie costituite da coniugi che sono alla loro prima ed unica esperienza matrimoniale e portano avanti da anni la loro convivenza si riduce, dando più spazio alle famiglie in cui il marito o la moglie hanno già un matrimonio alle spalle (non voglio parlare di “fallimenti”: se in effetti due persone stanno male assieme e fanno soffrire anche i figli, una eventuale separazione può essere tutt’altro che un fallimento, può essere la scelta giusta dopo una scelta sbagliata). 

La famiglia cambia: una volta il maschio era più colto della donna, oggi il 55% del sesso femminile ha un livello di istruzione uguale a quello del partner, e nel 19% dei casi questo livello è superiore. Chi lo avrebbe immaginato 50-60 anni fa? In base ad uno studio promosso dall’ISTAT nel 1998 su quasi 60.000 persone, si è visto che nei  10 anni trascorsi dal 1988 al 1998 il numero dei nuclei familiari, in Italia, è aumentato, ma parallelamente si è ridotto il numero dei componenti, e ciò vuol dire che è diminuito il numero dei figli. Mi spiego con i numeri. Nel decennio indicato, le famiglie sono passate da 19 milioni e 872 mila a 21 milioni e 211 mila, ma il numero dei componenti nel 1998 era mediamente di 2,7 per famiglia, contro il dato di 2,9 del 1988. Più del 71% delle famiglie non supera, in Italia, i 3 componenti. 

Le famiglie composte da 5 o più persone sono solo il 7,7% e quelle in cui vivono 4 persone sono il 21% circa. Aumentano le persone che vivono sole. Nel Meridione del nostro Paese la tradizione si mantiene, è più probabile trovare ancora grandi agglomerati dentro la stessa famiglia, mentre la Liguria, il Piemonte e la Valle d’Aosta sono le regioni con il più alto numero di coppie senza figli. Le convivenze, cioè le situazioni in cui i due partners vivono nella stessa casa senza essere sposati, sono 192 mila. Le persone che vivono sole, in Italia, sono all’incirca 4 milioni e 500 mila, cioè l’8% della popolazione. Negli ultimi anni questo numero è aumentato e sta aumentando. I singles sono soprattutto nel Centro e nel Nord Italia: guidano questa classifica Val d’Aosta e Liguria. Fino ai 44 anni circa il maschio, più della femmina, preferisce vivere da non-sposato, mentre, mano a mano che l’età avanza, aumenta il numero delle donne sole (a dire la verità, leggendo le statistiche non si capisce bene se, in età avanzata, aumentano le donne sole proprio per scelta, o anche perché gli uomini muoiono prima). La “casalinga” è una razza in estinzione: la netta maggioranza delle donne ha una occupazione fuori casa, che conserva anche quando nascono i figli. Dal momento, comunque, che la cura dei figli e della casa resta un compito delegato alle mogli, e le mogli sono a volte anche madri, una donna affronta una vita più dura nel migliorare la propria posizione, a livello lavorativo. Un dato comunque decisamente positivo è questo: pur lentamente, i due sessi si avvicinano. Ci vorrà ancora tempo, ma arriverà il momento in cui maschio e femmina avranno, realmente e concretamente, le stesse opportunità, gli stessi diritti e gli stessi doveri.