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La polmonite
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L'infezione da pneumococco è causa del 50-80% delle polmoniti
acquisite in comunità. I patogeni Gram negativi (per esempio Escherichia Coli)
sono la causa del 50% delle infezioni che vengono contratte in ambito
ospedaliero. I pazienti immunocompromessi possono essere infettati da un'ampia
gamma di microrganismi, per esempio batteri non comuni e miceti (funghi), molti
dei quali non sono patogeni per i pazienti con immunità normale. La polmonite
si presenta in tutte le età, ma è molto più frequente in età giovanile e
negli anziani; la maggior parte dei casi si presenta nella stagione invernale e
un paziente su cinque necessita di ospedalizzazione. I sintomi più frequenti di
questa patologia sono: tosse con escreato, che può essere purulento, nei due
terzi dei pazienti; occasionalmente dolore toracico di tipo pleurico e dispnea.
Tra i sintomi meno frequenti vanno citati l'emottisi, il vomito, la diarrea e le
mialgie; nei pazienti con forme gravi di polmonite e negli anziani si manifesta
confusione mentale. I segni clinici evidenti di questa patologia sono la febbre,
la confusione mentale, l'ipotensione e l'aumento della frequenza respiratoria
(indici questi di una malattia grave), il respiro bronchiale e la broncoegofonia
(timbro nasale della voce trasmessa). Per confermare la diagnosi di questa
malattia, tra gli accertamenti da effettuare, di notevole importanza è la
radiografia del torace che evidenzia addensamenti o infiltrati. Per valutarne la
gravità è utile l'emogasanalisi arteriosa e l'emocromo completo; per
determinarne la causa va effettuata l'emocoltura (per la ricerca di una
batteriemia), la coltura di Gram dell'escreato e del liquido pleurico, la
broncoscopia (spesso necessaria nei pazienti immunocompromessi, raramente
necessaria per gli altri pazienti). Come ricorda JAMES WOOLLISCROFT nel libro
DIAGNOSI E TERAPIA IN MEDICINA GENERALE, le complicanze possono essere l'ascesso
polmonare, embolia polmonare, l'insufficienza renale acuta, la sepsi e la morte
(soprattutto negli anziani, spesso anche nonostante una corretta terapia). Gli
obiettivi del trattamento sono quelli di: migliorare l'ossigenazione, ottenere
una rapida risoluzione della polmonite, prevenire la morte o la sepsi e
alleviare i sintomi. La febbre di solito scompare entro 48 ore dall'inizio della
terapia, mentre lo stato di astenia (stanchezza) profonda che segue una
polmonite può spesso persistere per settimane o mesi. Per quanto concerne il
trattamento farmacologico, le linee guida generali da seguire sono
l'introduzione di liquidi per via orale o parenterale per correggere la
disidratazione, l'utilizzo di analgesici non sedativi per il dolore toracico di
tipo pleurico, la fisioterapia, soprattutto se vi sono difficoltà ad
espettorare un escreato abbondante, la terapia intensiva, compresa la
ventilazione assistita, di grande utilità nei pazienti in cui l'insufficienza
respiratoria peggiori nonostante il trattamento. Gli antibiotici orali sono
indicati nelle forme lievi; nei casi gravi o accompagnati da vomito è indicata
la terapia parenterale. Il trattamento deve durare almeno 7 giorni, i pazienti
con malattia grave necessitano di un trattamento di tre settimane. Per i
pazienti immunocompromessi la terapia va scelta in base all'agente causale. Tra
i principali effetti collaterali della terapia antibiotica va annoverata la
diarrea. Va inoltre sottolineato che i pazienti devono essere controllati dopo 6
settimane circa dall'inizio della malattia; una radiografia consente di
confermare la guarigione ed escludere una sottostante malattia polmonare,
soprattutto un tumore del polmone. Mi sembra opportuno, prima di concludere,
fare un accenno alla profilassi della polmonite: è consigliabile la
vaccinazione annuale contro l'influenza per i pazienti con più di 65 anni o
affetti da cardiopatia cronica, insufficienza renale e diabete mellito. Il
vaccino pneumococcico è consigliato ai pazienti con più di 65 anni;
splenectomizzati ( a cui è stata asportata la milza ) o affetti da cardiopatia,
insufficienza renale cronica o diabete mellito. I criteri per l'ospedalizzazione
di pazienti affetti da polmonite sono: età superiore ai 65 anni, presenza di
altre patologie (per esempio diabete), tachipnea (aumento frequenza
respiratoria), tachicardia (aumento frequenza cardiaca), ipotensione e segni di
sepsi.