La salute e le età della vita

Nel contesto di questo articolo vorrei analizzare le condizioni della  salute nelle varie fasi della vita. Si cominci con il dire che, continuando a diminuire la mortalità nei primi 12 mesi vita, allo stato attuale su circa 550.000 nuovi nati all’anno, ci sono meno di 3.000 morti, di cui poco più della metà sono maschi. La regione con il minor tasso di mortalità neonatale è il Friuli Venezia Giulia. Sono state vinte le malattie che provocavano un alto tasso di mortalità nell’infanzia. L’Italia è l’unica nazione che abbia una  struttura territoriale di pediatri di famiglia, e ha posto in essere un’organizzazione che utilizza bene quanto la medicina offre per tutelare lo sviluppo nei primi anni di vita. Il fatto stesso che si preveda oggi una laurea per gli insegnanti della scuola primaria, e che si attui nei loro confronti un lavoro tale per cui arrivino a possedere le necessarie conoscenze psicologiche va interpretato come un passo avanti, per il bene dell’infanzia stessa. Nell’ADOLESCENZA, cioè nel periodo che, a grandi linee va dagli 11-12 anni ai 18, si osservano grandi cambiamenti, nel corpo, nella psiche e nei rapporti sociali. L’adolescente vive se stesso in modo imprevisto e nuovo. Stando a quanto si legge su pubblicazioni specialistiche, in Italia ci sono adolescenti trentenni, trentacinquenni, e questo sta a significare che il periodo ( o “crisi” ) adolescenziale, anziché essere passeggero, si allunga nelle cosiddette adolescenze ritardate, o senza fine. I più giovani vedono spesso disperse le proprie energie a causa dell’emarginazione, della TOSSICODIPENDENZA e dell’ALCOLISMO, oppure perché esistono handicap, disabilità, patologie congenite. Tutto ciò pone seri ostacoli allo sviluppo e penalizza in modo grave la società. Psichiatria, mondo della scuola, mondo del lavoro e giustizia devono spendere tempo e capacità nell’affrontare i comportamenti patologici dell’adolescente. Ma quali sono i PROBLEMI DEGLI ADOLESCENTI? Perché spesso l’adolescente è sofferente ed insoddisfatto? Spesso fa uso di sostanze dannose: mi riferisco al fumo, all’alcool, ai derivati della canapa indiana e agli oppiacei. A me capita di parlare con molti adolescenti, anche con ragazzi delle scuole medie, che considerano lo spinello assolutamente innocuo, mentre non è questo che affermano i libri di tossicologia e farmacologia. Non nutro assolutamente nessuna antipatia verso chi fumi “erba”, però non ho studiato che sia innocua. Poi c’è il SUICIDIO, non di rado determinato dalla paura di non potere avere un ruolo nella società, e da esperienze di solitudine e di isolamento. Non dimentichiamo l’aumento numerico dei casi di BULIMIA e ANORESSIA, gli INCIDENTI e le azioni contro la comunità e la famiglia. E’ importante prevenire, perché il recupero è sempre difficile. Per essere accettato dal gruppo, l’adolescente spesso si esibisce compiendo azioni considerate eroiche, ma ad alta percentuale di rischio. Nel nostro territorio ancora non ci rende conto, ma il fenomeno della costituzione di gruppi antisociali è diffuso. Una recente statistica indica che la popolazione italiana è costituita da 57.680.000 individui: tra questi il 5% annovera ultraottantenni, e gli ultrassessantacinquenni sono 10.870.000. Parliamo dunque di ANZIANI. Quali sono le patologie che colpiscono gli anziani? Abbiamo 95.000 casi di DEMENZA, 100.000 di NEUROPATIE DELLE GAMBE, 78.000 di DIABETE, 104.000 casi di ICTUS, 76.000 di INFARTO DEL MIOCARDIO. La popolazione progressivamente invecchia, la mortalità diminuisce, e aumenta la vita media, declinano le generazioni più giovani. Dagli anni ottanta è raddoppiata la quantità di persone definite “molto anziane”, quindi con più  di 80 anni. Almeno una donna su cinque ha 65 anni, e le ultraottantenni superano il 5%. La modalità di crescita della popolazione anziana nel nostro paese è, per quanto concerne la velocità e l’intensità, una delle più importanti al mondo. Chiaramente, se la popolazione invecchia, c’è un ovvio aumento della richiesta di servizi per trattare le malattie croniche legate all’età. Si cerca (almeno: si cerca) di rispondere in modo rapido e sufficiente, perché queste risposte adeguate possono migliorare la salute degli anziani, e diminuire il peso economico e sociale dell’invecchiamento. In sostanza, comunque, l’aumento dell’età media è un traguardo raggiunto, anche se non è la fine di una serie di sforzi, perché l’anziano deve potere vivere bene. Molti anziani soffrono a causa di una disabilità fisica che può essere recuperata nettamente, se c’è la volontà di farlo: un programma di riabilitazione può portare alla riconquista dell’indipendenza. Si può dire che la proporzione di persone che hanno una perdita o una riduzione di autonomia permanente si è ridotta dopo il 1990, più per quanto concerne gli uomini che le donne. Le percentuali di disabilità sono andate dal 5,3 del 1990 al 3,5% del 1999 per i maschi, e dal 7 al 6,3% per le femmine. L’ultimo periodo di vita è molto medicalizzato, e non è raro che venga trascorso in ospedale: questo dato segna una crescita, nei paesi più ricchi. Fornisco alcune indicazioni utili relative ai CONTROLLI che SERVONO SICURAMENTE. I TEST INDISPENSABILI sono: 1) pressione del sangue, misurazione del colesterolo e dello zucchero nel sangue, almeno una volta all’anno, per tutti gli adulti sani, per intercettare e correggere le malattie del cuore e il diabete; 2) ricerca del sangue nascosto nelle feci ogni anno dopo i 50 anni, per diagnosticare precocemente i tumori dell’intestino; 3) mammografia ogni 2 anni per le donne dai 50 ai 70 anni, per diagnosticare precocemente il cancro della mammella; 4) pap test ogni 2-3 anni per tutte le donne da quando incominciano i rapporti sessuali in poi, per diagnosticare il cancro all’utero. Quale è la FOTOGRAFIA DEI DISABILI ITALIANI? Essi sono in totale 2.700.000, e ciò significa il 6% della popolazione. Sul totale della popolazione, gli uomini disabili sono il 3,7%, le donne il 6,5%. I disabili tra le persone con un età fra i 65 e i 74 anni sono il 9,3%, mentre dagli 80 anni in su sono il 47,5%. Le persone a letto o in carrozzina con un’età inferiore ai 45 anni sono 130.000.