Il raffreddore

Il raffreddore è una malattia acuta delle vie respiratorie superiori, di origine virale, caratterizzata da infiammazione della mucosa nasale o faringea, ostruzione nasale, e, con minor frequenza da tosse, cefalea e febbre leggera. I virus che provocano il raffreddore sono almeno cinque. Il più comune è il rhinovirus: rappresenta il 15 – 40 per cento dei casi, dura 4-9  giorni, è presente tutto l’anno, soprattutto nelle stagioni intermedie. Il coronavirus provoca il 20 per cento dei raffreddori degli adulti, è il più fastidioso, dura 6-7 giorni ed è presente dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera. Il virus respiratorio sinciziale è responsabile del 5 per cento dei casi, dura 1-2 settimane, può provocare polmoniti nei bambini ed è presente dal tardo autunno all’inizio primavera. I virus parainfluenzali sono all’origine del 5 per cento dei raffreddori, durano 4-5 giorni e sono presenti in primavera. L’adenovirus, infine, causa il  3-5 per cento dei casi tra i bambini, dura 1-2 settimane, è presente in inverno-primavera. Altri virus, ancora sconosciuti, sono responsabili del 30-50 per cento dei casi. Il principale serbatoio dei virus causa di raffreddore sono i bambini, esposti a maggiore possibilità di contagio nell’aggregazione scolastica; infatti è tanto importante il contatto che i bambini possono avere tra loro, che nelle famiglie in cui vi sono bambini che frequentano la scuola si registra in un anno, tra gli adulti, un numero di casi di raffreddore più che doppio rispetto a quello registrabile nelle famiglie in cui vi sono bambini che non frequentano le scuole. La trasmissione dei diversi virus capaci di provocare il raffreddore si realizza con modalità diverse; infatti nel raffreddore da rinovirus l’infezione è solo raramente trasmessa per via aerea, mentre in una buona parte dei soggetti affetti è possibile isolare il virus a livello cutaneo, ed è ormai dimostrato come una semplice stretta di mano sia sufficiente per trasmettere l’infezione.

La malattia ha un’incubazione assai breve, oscillante tra le 48 e le 72 ore, in relazione ai diversi tipi di virus coinvolti. L’inizio è subdolo, con sensazione di secchezza e di bruciore della mucosa nasale e/o faringea, seguita dopo poche ore da sternutazione e da abbondante secrezione nasale. Talvolta, se la congestione della mucosa è molto intensa, possono essere presenti striature  ematiche nelle secrezioni nasali. Accanto alle manifestazioni a carico delle alte vie respiratorie, si osservano, in molti casi, sintomi generali, quali cefalea intensa, malessere. Solo in alcuni casi si registra febbre, con temperatura raramente superiore ai 38°C, evento, invece, relativamente frequente nei neonati e nei bambini, nei quali la temperatura febbrile può raggiungere livelli più elevati. La malattia, può inoltre esordire, specie nei fumatori, con tosse e raucedine che possono perdurare sino a 5-7 giorni dall’inizio della sintomatologia. Le complicanze del raffreddore sono essenzialmente dovute alla sovrapposizione di infezioni batteriche, provocate da stafilococchi e streptococchi. Relativamente frequente è la diffusione dell’infezione batterica all’orecchio, con otite media, e talora alle vie respiratorie inferiori, in forma di laringite, tracheite e bronchite. Il raffreddore  di solito si risolve spontaneamente in un tempo variabile tra i 2 e i 7 giorni nella stragrande maggioranza dei casi; recidive e infezioni batteriche possono prolungare la durata della malattia. Il gargarismo con soluzioni saline tiepide e l’uso di sedativi per la tosse trovano indicazione per il sollievo del mal di gola e per la riduzione o la soppressione della tosse nei casi con sintomatologia più impegnativa, mentre un limitato uso di Aspirina e il ricorso al riposo a letto possono essere indicati in presenza di cefalea. Solo in caso di complicanze batteriche è consigliato l’uso di antibiotici. La somministrazione della Vit. C  ha perso ormai gran parte del suo credito come farmaco con effetti preventivi e terapeutici per il raffreddore. Ai fini della prevenzione il paziente dovrebbe essere invitato, nei limiti del possibile, a ridurre le relazioni con il pubblico e a rispettare un’accurata igiene delle mani per prevenire la disseminazione nell’ambiente di secrezioni nasali infette. Le norme elementari di igiene, in particolare quelle intese ad evitare il contatto manuale con secrezioni nasali od oculari di persone infette e a promuovere il frequente lavaggio delle mani nei pazienti con raffreddore, sono tra le misure raccomandate. Ed ora “ mettiamo ” il raffreddore in cifre: 250 circa soni i ceppi noti dei 5 virus: troppi perché sia possibile immunizzarsi contro tutti. L’immunità migliora però con l’età; 8,3 circa i raffreddori all’anno, in media, per persona, nel primo anno di vita; 7,4 circa i raffreddori all’anno fino a 5 anni; 5,6 circa i raffreddori all’anno degli adulti; 325 milioni l’anno i raffreddori in Italia; 40.000 circa le ore di lavoro  perse ufficialmente; 20.000 circa le ore di scuola perse; 500 miliardi di lire il costo economico della malattia.