I raggi ultravioletti

I raggi ultravioletti sono onde elettromagnetiche; essi vengono prodotti per emissioni puramente termica da sorgenti ad altissima temperatura oppure da gas rarefatti per eccitazione atomica mediante scarica elettrica.  La sorgente più importante è il sole, tuttavia solo una piccola parte delle radiazioni ultraviolette giungono sulla terra in quanto la maggior parte è  assorbita negli strati alti dell’atmosfera dove i raggi ultravioletti di lunghezza d’onda inferiore vengono assorbiti dall’ossigeno che viene così attivato trasformandosi in ozono. Altri fattori che possono far variare la quantità di raggi che giungono sulla terra sono le nuvole e soprattutto l’inquinamento atmosferico. Quando si vogliono utilizzare i raggi ultravioletti, bisogna tenere presente la proprietà di assorbimento delle varie sostanze relativa a queste radiazioni. Per esempio il vetro comune è opaco ai raggi ultravioletti; esistono tuttavia vetri speciali che invece sono trasparenti e pertanto sarebbe raccomandabile il loro impiego per ospedali ed abitazioni. I raggi ultravioletti hanno una frequenza tale per cui l’energia dei singoli fotoni può essere sufficiente a produrre eccitazione di atomi, molecole o addirittura la ionizzazione di atomi e la disintegrazione di grosse molecole. Quindi, oltre  a produrre effetto termico, questi raggi possono provocare importanti effetti chimici. Il  caso più noto  è quello dell’attivazione dell’ergosterolo nella cute per la formazione della vitamina D che è essenziale per il metabolismo del calcio  e del fosforo. Spesso i raggi ultravioletti vengono impiegati per aumentare la resistenza generale dell’organismo contro le malattie e per accelerare la guarigione delle ferite superficiali; essi infatti hanno una potente azione battericida. Queste radiazioni vengono usate nel trattamento del rachitismo e della tubercolosi, delle nevriti e delle lombalgie. L’esposizione ai raggi ultravioletti determina nella pelle un eritema (dovuto a vasodilatazione) ed abbronzatura ( dovuta alla deposizione di un pigmento). L’esposizione dovrà però essere fatta con precauzione, soprattutto per quanto riguarda gli occhi, che possono andare incontro a reazioni infiammatorie acute. Quando si somministrano radiazioni ultraviolette a scopo terapeutico, gli occhi dell’operatore devono essere protetti con occhiali oscurati e gli occhi del paziente da tamponi di ovatta inumidita con acqua, che è in grado di assorbire i raggi. L’acqua infatti ha un buono spettro di assorbimento nelle zona ultravioletta. Questo limita la quantità di raggi ultravioletti che raggiunge gli organismi immersi nell’acqua. Spesso infine i raggi ultravioletti vengono impiegati con successo nella sterilizzazione dell’aria nelle camere operatorie, nei dipartimenti pediatrici, in quelli di malattie diffusive, nelle camere da letto e nelle stanze di soggiorno. Si conosce il rischio che l’esposizione prolungata a raggi  ultravioletti a media lunghezza d’onda (raggi B, quelli A vengono per fortuna assorbiti dallo strato di ozono O3 che circonda la stratosfera terrestre) può avere per la provocazione sia di tumori della pelle, sia, soprattutto, di melanomi. Le lampade o meglio i letti abbronzanti, dovrebbero emanare solo raggi di tipo B, cioè con lunghezza d’onda 2.200-2.800 e l’esposizione va fatta sempre gradualmente specie nei soggetti a pelle bianca, occhi azzurri e capelli biondi.